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Gubbio artigianatoEventi a Gubbio
La bottega degli artigiani

Mostra Permanente Aldo Ajò

dal 01/01/2007 al 31/12/2007

Mostra Permanente di Ceramiche di Aldo Ajò
Casa Studio-Via della Cattedrale, 20
Gubbio
Visite su prenotazione (075-927-3958)
Orario indicativo: dalle ore 10,00 alle ore 12,30
Per ulteriori informazioni: Servizio Turistico Associato 075-9220693 info@iat.gubbio.pg.it

E' stata inaugurata a Gubbio, presso la casa studio in Via della Cattedrale, 20, una mostra permanente di Aldo Ajò voluto dalla moglie Ines Spogli e dalla famiglia Ajò.
La mostra mette a disposizione del largo pubblico 150 opere dell'artista, non solo ceramiche, ma anche dipinti, bozzetti su carta e disegni.
Esposta anche la "Madonna", opera rimasta incompiuta, alla quale il "maestro" ha lavorato fino agli ultimi giorni di vita.
La Mostra rimarrà aperta fino al 31 dicembre 2007.

Aldo Ajò è nato a Gubbio il 28 gennaio 1901 da una famiglia ricca e benestante.
Intrapresi gli studi umanistici, ben presto manifestò un grande interesse per l'arte.
Frequentò l'Istituto d'Arte di Perugia.
Intraprese giovanissimo l'attività di pittore e ceramista, operando con il sostegno dell'artista ternano Ilario Cimurro (a Gubbio dal 1919-1920 con i "Vasellari Eugubini Mastro Giorgio").
Appena ventenne, nel 1921, fu direttore artistico della "Società Ceramica Umbra" dei Fratelli Bubboli a Gualdo Tadino, dove ha modo di sperimentare le tecniche della maiolica a lustri metallici.
Dopo l'esperienza gualdese, nel 1926, avviò a Gubbio una propria attività produttiva, interessandosi di pittura, di grafica, di ceramica e di ferro battuto e nel 1927 apre con Roberto Frondizi la bottega dei "Maestri del Ferro".
Inizia a partecipare a importanti mostre e manifestazioni, ottenendo importanti riconoscimenti e premi.

Nei primi anni Trenta avviene il suo passaggio definitivo nel campo dell'arte della ceramica.
La sua Bottega d'Arte esegue oggetti d'uso, vasi e piatti decorati, ma anche grandi pannelli che possono considerarsi quasi un compromesso tra la sua vocazione pittorica e quella ceramica.
Per qualche anno insegna disegno presso l'Istituto Professionale di Gubbio, dove incontra la signorina Ines Spogli, che diverrà prima allieva e poi sua sposa, nel 1949.
L'attività subisce una momentanea interruzione durante la seconda guerra mondiale, periodo in cui l'artista è costretto a rifugiarsi fuori Gubbio per motivi razziali, essendo il padre ebreo.

Evento

Aldo Ajò

In questi anni si dedica a tecniche diverse dalla ceramica (xilografie, disegni su stoffe.).
Al suo rientro a Gubbio, alla fine della gurerra, riprende il lavoro di ceramista, ma restaura anche le vetrate della Basilica di S.Ubaldo, lesionate dalla guerra; (nel 1938 aveva eseguito la vetrata dell'abside destro della chiesa di S.Francesco).

Ottiene importanti commesse (tra cui i pannelli per le navi "Giulio Cesare", Andrea Doria", Asia", "Africa") e ampi riconoscimenti; stringe o consolida amicizie con personaggi della cultura e dell'arte quali G. Dottori, L. Leoncillo, G.C. Argan, G. Ungaretti, G. Ponti, A. Morena, J. Fautrier, A. De Felice, U. Marvardi, E. Tabarrini, C. Batocchi.
La sua casa diventa un punto d'incontro, un salotto aperto ai migliori artisti e poeti del tempo.
La sua ospitalità era proverbiale, come enorme era l'affetto verso i molti amici e i tanti giovani che hanno appreso l'arte nella sua bottega.

Negli anni sessanta e settanta esegue pannelli per il Liceo Classico di Gubbio, per la Società Aeronautica Italiana (Passignano, chiesa parrocchiale), per la cappella della Clinica S. Maria di Esch Sur Alzette e della casa di risposo per anziani a Bettemburg, in Lussemburgo.
Il "professore" lavorò fino a pochi giorni prima di morire, il 26 agosto 1982, ad 81 anni, realizzando la piastrella commemorativa di Gubbio "Comune d'Europa". Alcune opere sono rimaste incompiute e si trovano nel suo studio, conservate come se il "maestro" vi avesse lavorato fino a ieri.
Le sue opere figurano, otre che in molte collezioni private, in raccolte pubbliche quali il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza e il Museo Artistico Industriale di Napoli.
Aldo Ajò non ha avuto figli. Attualmente la moglie Ines e il cognato Alberto Spogli curano la bottega d'arte della ceramica, situata in via dei Consoli.
Dal sito "Associazione Eugubini nel Mondo"

 

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