La bottega artigiana prende avvio nel 1954, quando Pietro Rampini (1922-1997), dopo aver effettuato studi classici in Gubbio e Firenze, dotato anche di talento nel disegno e nel decoro, decide di seguire una delle sue più amate e forti passioni: l’attività di artigiano.

Dopo un breve periodo di collaborazioni con diversi laboratori di ceramica a Gubbio, si trasferisce in Brasile con Rita che diverrà sua moglie e principale collaboratrice.

In Sud-America si propone nell’attività di “artista-ceramista” ed ottiene lusinghieri successi: si occupa sempre di ceramiche (soprattutto proponendo creazioni nella tecnica del “bucchero” etrusco), ma anche di decorazione ed arredamento di interni.

Quando l’andamento economico in quei paesi non offre più sufficienti garanzie di sviluppo e stimoli, nel 1962, i Rampini ritornano a Gubbio e con entusiasmo, anche qui, ridanno vita alla loro bottega d”arte.

Nei primi anni non si occupano solo di ceramiche, ma anche di rame sbalzato, mosaici e complementi d’arredo interno usando vari materiali che stimolavano la vivace fantasia e creatività di Pietro. I temi maggiormente trattati: Gubbio e la sua storia, le miniature medievali, la mitologia classica, la natura, i Santi umbri.

Negli anni settanta anche il figlio Giampietro - che fin da bambino aveva vissuto tra pennelli , argilla e forni - entra in bottega e viene catturato dal particolare fascino che in essa si respira e con sua moglie Rossana, sua collaboratrice, decide di dedicarsi a tempo pieno, pure lui, alla ceramica.

In questi anni Pietro ha anche una esperienza di rilievo con un altro valido ed esperto artigiano di Gubbio, Sante Capanelli.

Con lui dà vita alla società “Mastri Vasai”.

Nel ventennio che precede la sua scomparsa Pietro lavora assieme a quella che lui chiama la sua “Bottega-Famiglia” affidando a Giampietro la conduzione e la direzione dell’azienda, ma continua sempre a lavorare, creare e sovrintendere come ha sempre fatto e gradito.

Rampini